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USTIONI_VARIE

LE USTIONI

Le ustioni da liquidi (scalds) sono le più frequenti (65%) in cucina e nella maggior parte dei casi riguardano i bambini; questi ultimi se di statura inferiore rispetto al piano di cottura rovesciandosi addosso il contenuto della pentola, si bruciano con una distribuzione topografica diversa a seconda della loro altezza e dei loro riflessi.

A costituire un’altro pericolo in cucina sono anche le superfici bollenti che rappresentano una insidia, meno evidente ma altrettanto dannosa. La piastra del ferro da stiro o gli interni metallici del forno sono agenti che trasmettono alte temperature per contatto, l’estrazione, non protetta, di un piatto dal forno o solo la curiosità di assaggiare un cibo in cottura al suo interno, costituiscono due dinamiche frequentissime di conduzione di alte temperature in tempi ristrettissimi, con ustioni talora gravi. La bruciatura, infatti, risulta di dimensioni ridotte per la rapidità con cui il soggetto vigile sottrae la mano alla fonte di calore, ma di solito di sensibile profondità specie se interessa il dorso della mano, localizzazione tipica in caso di mancato/incongruo uso del guanto da forno.

I manici di una pentola sul fornello acceso sono un agente termico importante, in questo caso è la superficie palmare  delle mani ad essere interessata: in questa sede lo spessore del mantello cutaneo è notevole e l’ustione, altrettanto dolorosa, risulta solitamente meno profonda.

Altra ustione grave è quella da contatto diretto con fiamma viva, sembra un evento impossibile voler toccare il fuoco eppure accade sia agli adulti che ai bambini; ai grandi può capitare di sottovalutare gli effetti devastanti dei liquidi infiammabili usati per alimentare il fuoco del barbecue mentre ai piccini può accadere di avvicinarsi troppo alla fiamma dei fornelli o di giocare con accendini lasciati inavvedutamente dai genitori. La fiamma, bruciando rapidamente cute e tessuti soprastanti, determina spesso la fusione di pelle e vestiti specie se sintetici. Nella ipotesi di una ustione circoscritta va subito soffocata con acqua o con coperte di tessuto non infiammabile;

in nessun caso i tessuti inceneriti vanno rimossi dalla cute sottostante, bisogna soltanto immergere la parte colpita dall’ustione in una bacinella di acqua fresca avendo cura di sostituirla quando la sua temperatura si è alzata oppure, se sopportabile, mettere la parte bruciata sotto un rubinetto con flusso d’acqua non troppo violento e attendere almeno 15 minuti.

Le operazioni successive saranno analoghe a quelle descritte successivamente per gli altri tipi di ustione. L’ustione da fiamma, solitamente più profonda delle altre tipologie, necessita, dopo aver eseguito raffreddamento e copertura, di valutazione medica in ospedale (meglio in centro ustioni).

La distinzione tra ustioni superficiali e profonde ha importanza non solo dal punto di vista diagnostico ma sopratutto da quello terapeutico e prognostico, in questa sede però è opportuno semplificare la valutazione al solo scopo di orientare colui che assiste l’ustionato sul cosa fare subito a casa  e sulle azioni da intraprendere successivamente. Una utile indicazione ci viene dall’aspetto della lesione: le ustioni domestiche superficiali sono dolorose, la superficie della cute è rossa, la sensibilità locale è aumentata e spesso si formano delle vescicole cutanee ovvero delle “bolle” sulla pelle contenenti liquido chiaro.

Le ustioni domestiche più profonde solitamente sono meno dolenti, le bolle sono rare e la superficie cutanea appare di colore rosso scuro, talora già biancastro appena dopo il contatto con l’agente termico, la sensibilità della cute è diminuita.

 

CHE FARE

Il trattamento locale dell’ustione effettuato nei primi momenti dopo l’accaduto è talora risolutivo e comunque fondamentale per l’evoluzione della ustione stessa; infatti l’effetto termico sul mantello cutaneo, da parte di un solido/liquido ad alta temperatura, è in parte reversibile, la prontezza e preparazione di chi assiste o del colpito stesso sono dunque determinanti nel contenere al minimo gli effetti dell’agente termico. Per comprendere praticamente il significato del congruo soccorso immediato, si può fare ricorso ad un esempio: l’effetto indisturbato del lancio di un sasso in acque calme consiste nella moltiplicazione dell’impatto in cerchi concentrici, sempre più grandi, sulla superficie dell’acqua. La possibilità di interrompere il propagarsi dell’onda concentrica (è sufficiente toccare la superficie dell’acqua) coincide con l’arresto del fenomeno e dunque lo spostamento d’acqua rimane circoscritto al punto di contatto con il sasso; ecco spiegato il meccanismo con cui possiamo interrompere il propagarsi a distanza del calore, dal punto di applicazione dell’agente termico.

 

 Raffreddare la parte colpita.

Non usare ghiaccio (naturale o sintetico) ma utilizzare l’acqua corrente fresca direttamente dal rubinetto (se non provoca fastidio/dolore al contatto) oppure dentro una bacinella, immergendo la parte ustionata; il trattamento con acqua fresca deve essere protratto almeno per 15 minuti allo scopo sia di ostacolare la diffusione dell’effetto termico che di ridurre il dolore. Bisogna assolutamente evitare di correre immediatamente al pronto soccorso, prima raffreddare poi eventualmente muoversi.

Come spiegato precedentemente una possibile attesa al P.S. – prima di essere ricevuti – in coda a casi più importanti, determinerà l’allargamento della ustione e il protrarsi del dolore. A questo punto vale la pena di sottolineare l’inutilità di alcuni “rimedi” popolari: dentifricio, buccia di patata, olio di oliva e perfino ragnatele non sono efficaci per ridurre il dolore né tantomeno per arrestare il processo ustionante, dunque meglio evitarli….

 

Proteggere la parte ustionata

Se in casa disponete di garze sterili di cotone, potete inumidirle con soluzione fisiologica o acqua fresca di rubinetto e porle direttamente sulla ustione, un leggero e morbido bendaggio sarà il passo successivo; se non avete a disposizione nulla di quanto sopra, utilizzate un asciugamano bianco di cotone liscio o pezze bianche di cotone/lino da apporre sulla ustione e un asciugamano stretto e lungo per fasciare delicatamente. Solo a questo punto si potrà decidere se raggiungere un centro ustioni, un pronto soccorso o chiamare il medico di famiglia per ulteriori consigli terapeutici. E’opportuno ricordare comunque che in base alla localizzazione dell’ustione esistono delle regole precise circa il posto dove rivolgersi: per intenderci se la lesione ha riguardato viso o collo, mani o piedi o regione pubica, sarà necessario rivolgersi ad un centro ustioni; se invece sono interessate altre parti anatomiche in modo circoscritto sarà sufficiente il pronto soccorso dell’ospedale più vicino o consultare un medico.

Nella seconda eventualità ove non fosse possibile né raggiungere il pronto soccorso né parlare con un medico, è possibile, nella attesa di ulteriori contatti medici, utilizzare anche a casa delle medicazioni locali specifiche; consiglierei di tenere sempre a casa (vale la regola dell’aspirina o della tachipirina, chi non ne ha almeno 1 scatola a casa?) delle garze o dello spray a base di idrogel con estratti di piante lenitive (Aloe, Melaleuca Alternifolia) e delle pomate antisettiche a base di sulfadiazina argentica. Idrogel e garza (esiste anche un kit per casa) per qualche ora dopo aver raffreddato la parte e successivamente uno strato spesso di pomata antisettica, costituiscono un ottimo trattamento locale, a domicilio, in attesa di una consultazione medica.