Seleziona una pagina

PUNTURA DI TRACINA

La tracina è un piccolo pesce di mare che vive anche in acque molto basse, di solito si nasconde sotto la sabbia e molto spesso è possibile essere punti dagli aculei che ha sulla pinna dorsale, non è possibile osservarlo dopo aver accusato il dolore per l’elevata velocità di fuga. Il tipico sintomo è un dolore acuto di tipo trafittivo che aumenta progressivamente in pochi secondi ben localizzato di solito a carico dei piedi o delle mani. Dopo qualche minuto il dolore diventa costante, di tipo urente (come bruciore interno) e si espande alle zone circostanti la puntura man mano che il veleno si propaga nei tessuti. Nei primissimi momenti dopo la puntura è possibile vedere fuoriuscire del sangue dalla zona di contatto o raramente frammenti di aculei. Dopo pochi minuti la zona intorno alla puntura inizierà a gonfiarsi e diventare molto rossa e calda. Il dolore, anche se attenuato dopo qualche ora, può durare anche alcuni giorni

COSA FARE?

  • MANTIENI LA CALMA: il veleno di questo pesce è doloroso ma non mortale, quindi se sei in acque profonde cerca di non agitarti, respira lentamente, e cerca di arrivare a riva.
  • ESCI DALL’ACQUA: per evitare che sopraggiungano complicanze legate al forte dolore che può compromettere il nuoto, potrebbe provocare vomito, malore o attacco di panico.
  • ISPEZIONA LA ZONA: per accertare la vera natura del dolore, se si riconoscono i segni e i sintomi descritti è molto probabile trovarsi in questa situazione
  • IN CASO DI EMORRAGIA: tamponare con garze sterili se disponibili altrimenti con qualcosa di pulito e ispezionare meglio la ferita, se sono presenti frammenti di aculei cercare di rimuoverli con la garza sterile
  • IMPACCHI CON ACQUA CALDA 37- 40 GRADI: il veleno è termolabile, vuol dire che il calore ne inibisce l’azione alleviando di conseguenza il dolore. A questo punto bisogna applicare del calore sulla zona senza provocare un’ustione, ricordandoci di farlo in maniera più pulita possibile perché è presente una ferita che potrebbe infettarsi. Il metodo migliore sarebbe quello di immergere la parte interessata in acqua calda, ma noi siamo al mare, ed è difficile avere a disposizione acqua calda in breve tempo, quindi bisogna ingegnarsi al fine di raggiungere più o meno l’obiettivo tenendo in considerazione le accortezze descritte prima. Un buon consiglio potrebbe essere quello di coprire la ferita con una garza, riempire un sacchetto pulito e asciutto con della sabbia calda e applicarlo sopra la garza e sopra la zona arrossata e dolente, continuare l’applicazione per circa 50-60 minuti o fino alla diminuzione del dolore. Esistono dei “sacchetti di caldo” (anche se sono più conosciuti quelli di ghiaccio) che magari possono essere in dotazione presso il vostro stabilimento balneare nella cassetta di primo soccorso. In questo caso una volta attivato può essere appoggiato sulla garza e sulla zona interessata.
  • DISINFETTA LA FERITA: una volta diminuito il dolore disinfettare con disinfettante per cute lesa e tenere la ferita coperta con un cerotto fino a completa guarigione, disinfettandola ogni giorno, stando attenti ai segni di infezione.
  • POMATA CORTISONICA E ANTIBIOTICA: una volta arrivati a casa potrebbe essere utile, anche 2 volte al giorno, applicare sulla zona una pomata a base di cortisone e antibiotico che si può acquistare senza prescrizione medica in farmacia.